“Turetta è un’IA e Kirk è vivo” – La mente complottista tra fallacie e bias

27.09.2025

Cospirazioni, rettiliani, poteri forti, "non è quello che sembra"...Come funziona la mente di un complottista? Non volevo entrare nel labirinto delle interpretazioni psicologiche, anche perché non sono uno psicologo e anche perché cercavo criteri di riferimento più consistenti. Dato che il pensiero si esprime (anche) nel linguaggio verbale, ho proceduto in questo modo. 1) Ho trascritto due interventi di Greg, un noto complottista, a "La Zanzara". Nel primo, afferma che Filippo Turetta non esiste, creando una narrazione fatta di IA, attori, cadaveri inesistenti e altro ancora. Nel secondo, afferma che Charlie Kirk non è morto. 2) Ho aperto una chat alla quale ho allegato: il file con le trascrizioni delle affermazioni fatte da Greg; l'elenco, con relative descrizioni, delle Fallacie argomentative; l'elenco, con relative descrizioni, dei Bias cognitivi. 3) Ho chiesto a ChatGPT di individuare e descrivere quali Fallacie e quali Bias sono presenti nella trascrizione di quanto detto da Greg. Qui vedrete le affermazioni di Greg collegabili a Fallacie e/o a Bias. Sotto ai due titoli relativi ai due casi, trovate i link ai video de "La Zanzara".

Al termine dell'articolo trovate una sintesi, in ordine decrescente di frequenza, delle Fallacie e dei Bias individuati in questi discorsi.

Caso Filippo Turetta

  • Affermazione: «...c'è altra gente che sta indagando, ce n'è più di uno che dice "...la fotografia più conosciuta è quella di lui a pallavolo... ma non risulta in nessuna foto della squadra un tale Filippo Turetta."»Argomento ad Populum (appello alla maggioranza): Greg cerca di dare credibilità alla sua tesi citando il fatto che "altra gente" la pensi come lui, assumendo che un'idea sia vera solo perché condivisa da molti. Inoltre, ricorre a un Argomento ad Ignorantiam (appello all'ignoranza): dalla mancanza di una foto di Turetta nella squadra deduce che Turetta non esista, basandosi sull'assenza di una prova come prova della falsità. In realtà, il non trovare una foto non dimostra che la persona sia immaginaria (potrebbe semplicemente non essere presente in quelle foto), quindi questa conclusione "non segue" logicamente (non sequitur).
  • Affermazione: «...Filippo Turetta praticamente non si è mai visto... Esistono solo queste fotografie. Filippo Turetta è una persona reale o un personaggio creato dall'intelligenza artificiale... non c'è nessuna immagine credibile... Persino altri delinquenti li hanno fatti vedere mentre li arrestavano... Filippo Turetta non esiste, sembra un fantasma, è solo un'immagine... queste immagini sono palesemente finte.» – Qui ritroviamo l'Appello all'ignoranza: Greg insiste che, non avendo visto Turetta in video o di persona, allora "non esiste" (sta assumendo vero ciò che non è stato dimostrato falso). Si nota anche una Petizione di principio (argomento circolare): definisce tutte le foto esistenti come "finte" proprio perché ha già postulato che Turetta sia inventato – sta cioè usando la conclusione (Turetta è finto) come premessa per scartare qualunque prova contraria. Questo comportamento rivela un forte Bias di conferma: interpreta ogni informazione in linea col complotto (foto considerate false, assenza di video interpretata come prova) e ignora le evidenze ufficiali (ad es. il ritrovamento del corpo e l'arresto reale), cercando solo ciò che conferma la sua convinzione.
  • Affermazione: «Posso avere dei dubbi? ... Avevo dei dubbi su quello che voi chiamavate un virus mortale che si è dimostrato una panzana... dubbi sulle Torri Gemelle, su tante altre cose poi qualcuno ci azzecca qualcuno no.»Red herring (argomento fuori tema, ignoratio elenchi): Greg devia la discussione su altri complotti (COVID, 11 settembre) che non c'entrano con l'esistenza di Turetta, nel tentativo di giustificare i suoi dubbi. È un diversivo retorico che sposta l'attenzione su temi secondari invece di fornire prove sul caso in questione. Inoltre, mostra un Bias della memoria selettiva: ricorda solo i casi in cui "ci aveva azzeccato" (o crede sia successo, come nel caso del virus) e trascura tutti i casi in cui i complottisti non avevano ragione, alimentando la convinzione che dubitare sempre sia legittimo.
  • Affermazione: «...se io analizzo tutta la vicenda nei minimi dettagli non tornano un sacco di cose. Quindi... per me non sussiste l'intera vicenda.»Fallacia del cecchino texano o Cherry picking (selezione confermativa): Greg afferma di aver analizzato i dettagli, ma conclude che "nulla torna" presumibilmente perché seleziona solo i dati o particolari che sembrano anomali, ignorando tutto ciò che invece è coerente. Sta scegliendo gli elementi che confermano la sua idea (inconsistenze) e scartando gli altri, costruendo così un'apparente conferma di un disegno complessivo inesistente. Questa è una generalizzazione infondata: da alcune incongruenze o dubbi particolari salta alla conclusione generale che l'intero caso sia falso, commettendo un evidente salto logico (non c'è un nesso logico obbligato tra "qualche dettaglio poco chiaro" e "evento completamente inventato").
  • Affermazione: «...ci sono stati più di 100 femminicidi... e solo una di queste vittime ha avuto un funerale di quella portata.»Argomento irrilevante / non sequitur: il fatto che il caso Cecchettin abbia avuto un'enorme risonanza mediatica (funerale affollato, grande attenzione pubblica) mentre altri casi simili no non prova affatto che sia una "farsa". Greg insinua che questa unicità implichi manipolazione, ma si tratta di una conclusione irrilevante: dall'eccezionalità di un evento non discende logicamente che l'evento sia falso. L'osservazione costituisce al massimo una curiosità, non una prova. Si nota qui anche un Bias dell'attenzione selettiva: il complottista si concentra su un particolare (il "funerale eccezionale") perché supporta la sua tesi sospettosa, trascurando tutte le possibili spiegazioni realistiche (ad es. l'onda emotiva e mediatica generata da quel caso specifico). In altre parole, vede un "disegno" dove potrebbe esserci solo la normale variabilità con cui i media e l'opinione pubblica reagiscono ai singoli fatti.
  • Affermazione: «Finché tu non me lo fai vedere, io non ci credo.»Argomento ad Ignorantiam (inversione dell'onere della prova): Greg dichiara esplicitamente che crederà all'esistenza di Turetta solo dopo averlo visto di persona, altrimenti no. Sta dunque spostando irragionevolmente l'onere della prova sugli altri: invece di portare lui evidenze solide che Filippo Turetta sia un'invenzione, pretende che sia il sistema a dover "mostrare" Turetta per fugare i suoi dubbi. Questo è un esempio lampante di appello all'ignoranza: «non mi avete mostrato X, quindi X non esiste», che è logicamente fallace perché l'assenza di una prova non è prova di assenza.

Caso Charlie Kirk

  • Affermazione: «È tutto finto, Charlie Kirk non è morto, è evidente dalle semplici espressioni della moglie, dal comportamento della moglie che, a due tre giorni dalla morte del marito non poteva essere in quello stato...» – Qui Greg commette un errore di valutazione per incredulità personale: presume di sapere come "dovrebbe" comportarsi una vedova dopo 2-3 giorni, e poiché la moglie di Kirk appare troppo tranquilla ai suoi occhi, conclude che stia recitando e che la morte sia falsa. Si tratta di un ragionamento fallace, in quanto basato su un'opinione soggettiva anziché su dati. Inoltre interviene un Bias della percezione selettiva: l'attenzione è rivolta solo ai segnali emotivi della moglie che sembrano insoliti rispetto alle aspettative di Greg, ignorando spiegazioni alternative (ogni persona elabora il lutto in modo diverso, e brevi estratti video possono trarre in inganno). In pratica, nota solo ciò che è coerente con la sua tesi (la moglie non disperata = complotto) e tralascia tutto il resto.
  • Affermazione: «...dai segnali massonici mandati avanti dalla moglie, dai segnali massonici che ci sono stati in parecchi video di Charlie Kirk...» – Questo mostra un classico Bias di conferma abbinato a una tendenza alla pattern recognition complottista (vedere schemi occulti dappertutto). Greg infatti vede segnali massonici ovunque: nei gesti della moglie, in "parecchi video" di Kirk, e li interpreta come prove di una messinscena. È un esempio di come il complottista cerchi schemi familiari anche dove non ce ne sono: un fenomeno affine alla Pareidolia, in cui si riconoscono figure o significati noti in stimoli casuali. In questo caso egli attribuisce significato cospiratorio a dettagli probabilmente irrilevanti o casuali, perché così confermano la storia che si è già convinto essere vera. Il cervello "unisce i puntini" anche quando non esiste un disegno reale, alimentando l'illusione che questi pattern (segni massonici) siano stati messi deliberatamente.
  • Affermazione: «...non c'è nessuna salma, nessun ospedale ha riconosciuto in stato di emergenza Charlie Kirk...»Argomento ad Ignorantiam: anche nel caso Kirk Greg sostiene che l'evento sia falso perché mancano riscontri ufficiali visibili al pubblico (nessun corpo mostrato, nessun ospedale che confermi il ricovero d'emergenza). Sta dunque utilizzando ancora la mancanza di evidenza come evidenza di assenza. Questo è logicamente infondato: il fatto che il pubblico non veda direttamente la salma o che i dati ospedalieri non siano pubblici non significa affatto che la morte non sia avvenuta. Greg ignora che esistono spiegazioni normali per l'assenza di certe informazioni (riservatezza, indagini in corso, ecc.) e preferisce concludere che "è tutto finto" basandosi sul vuoto informativo.
  • Affermazione: «...c'è un volo privato non segnalato a nessuno che ha decollato da un aeroporto vicino alla manifestazione...»Fallacia della falsa causa (post hoc ergo propter hoc): Greg suggerisce che un volo privato "segreto" decollato nei pressi dell'evento di Kirk sia collegato alla finta morte, insinuando che Kirk sia stato fatto sparire con quell'aereo. Si tratta di un nesso causale non dimostrato: sta confondendo una coincidenza geografico-temporale con una prova di complotto. È lo stesso errore logico del post hoc: poiché il volo è partito dopo (o durante) l'evento, allora sarà "per via" dell'evento. In realtà, due eventi vicini nel tempo o luogo non implicano automaticamente un rapporto di causa-effetto – il nostro cervello tende a cercare nessi ovunque, ma "non sempre ciò che succede insieme è collegato da un motivo". Senza evidenze addizionali, collegare quel volo al destino di Kirk è pura speculazione fallace.
  • Affermazione: «È tutto stato creato per creare distrazione dal caso Epstein come al solito, distrazione dai vari problemi... separazione tra i giovani...» – Anche qui incontriamo la Fallacia della falsa causa, declinata nella forma del complottismo sistemico. Greg afferma che "è tutto finto" per distrarre l'opinione pubblica dallo scandalo Epstein e da altri problemi interni: sta quindi attribuendo intenzionalmente una causa occulta (la distrazione di massa) all'evento Kirk, senza alcuna prova concreta di tale collegamento, se non la sua convinzione che "funzioni sempre così". Questo ragionamento presume un disegno deliberato dietro eventi concomitanti, laddove potrebbe trattarsi di fenomeni indipendenti. In assenza di evidenze, è una spiegazione pretestuosa e circolare che sfrutta il bias complottista di vedere grandi piani dietro a qualunque coincidenza significativa. In sostanza, Greg commette una generalizzazione affrettata: prende un caso (presunto) di complotto riuscito a distrarre le masse e lo estende a qualunque evento mediatico, dando per scontato che anche la vicenda Kirk debba seguire lo stesso schema, senza fornire dati a supporto. Questo salto è logicamente ingiustificato e serve solo a confermare la narrativa a cui lui crede.
  • Affermazione: «...non c'è stato nessun morto, è semplicemente l'uscita di scena di un attore... esattamente come è stato fatto con Donaldone... perché nessuno ha mai sparato a Donaldone. Kirk è l'ennesima distrazione alla Turetta...» – Qui Greg conclude richiamando un precedente (a suo dire, un finto attentato a Donald Trump) e accostando tutti i casi insieme. Si configura una Analogia fallace: egli assume che la vicenda di Charlie Kirk sia "esattamente" uguale a quella di Trump e a quella di Turetta, come parte di un unico copione, ma questa equivalenza non è dimostrata. È un ragionamento per analogia impropria, perché utilizza un altro evento non verificato come "prova" per l'evento attuale. Così facendo, Greg rafforza la sua tesi solo reiterando la propria credenza (tutto è una messa in scena) invece di portare nuove evidenze. Si nota infine come egli ricolleghi ogni storia al suo schema di "distrazioni orchestrate": questo Bias di conferma finale gli permette di vedere tutte le tragedie come collegate fra loro e intenzionalmente create, chiudendo il cerchio del complotto senza mai metterne in dubbio l'assunto di partenza.

Tabella delle Fallacie argomentative e dei Bias cognitivi

Fallacie argomentative

Argomento ad Ignorantiam (Appello all'ignoranza)

Sostenere che una tesi sia vera solo perché non esiste una prova contraria. In realtà, l'assenza di prove non dimostra nulla: spetta a chi afferma fornire evidenze positive.

Fallacia della falsa causa (Post hoc ergo propter hoc)
Attribuire un nesso causale a eventi che si verificano vicini nel tempo o nello spazio, anche se non esistono prove di collegamento. Due coincidenze non implicano causalità.

Petizione di principio (Argomento circolare)
Assumere come premessa ciò che si vuole dimostrare, creando un ragionamento circolare dove la conclusione è presupposta fin dall'inizio.

Argomento ad Populum (Appello alla maggioranza)
Ritenere vera un'affermazione solo perché condivisa da molte persone o diffusa nell'opinione comune, senza verificarne la fondatezza logica o empirica.

Red Herring (Ignoratio elenchi, argomento fuori tema)
Deviare la discussione su un tema secondario o irrilevante, svuotando il confronto principale e distraendo l'attenzione dall'oggetto in questione.

Fallacia del cecchino texano o Cherry pickying (Selezione confermativa)
Selezionare solo i dati che sembrano anomali o coerenti con la propria ipotesi, ignorando quelli contrari, così da costruire un'apparente conferma di un disegno complessivo inesistente.

Argomento irrilevante / Non sequitur
Derivare una conclusione che non segue logicamente dalle premesse, presentando un nesso apparente ma privo di reale pertinenza.

Analogia fallace
Assumere che due casi siano identici o comparabili solo perché presentano somiglianze superficiali, senza dimostrare un legame sostanziale tra essi.

Bias cognitivi

Bias di conferma

Tendenza a cercare, interpretare e ricordare solo le informazioni che confermano le proprie convinzioni, ignorando o screditando quelle contrarie.

Bias dell'attenzione selettiva
Concentrarsi solo su alcuni dettagli che appaiono rilevanti per la propria tesi, trascurando altri elementi che potrebbero smentirla.

Bias della percezione selettiva
Interpretare segnali o comportamenti altrui in linea con le proprie aspettative, scartando spiegazioni alternative plausibili.

Bias della memoria selettiva
Ricordare solo i casi che confermano una convinzione e dimenticare quelli che la contraddicono, rafforzando un'illusione di coerenza.

Pareidolia / Pattern recognition complottista
Tendenza a vedere schemi, segnali o simboli familiari in stimoli casuali o irrilevanti, attribuendo loro significati occulti o cospiratori.

Valutazione per incredulità personale
Rigettare un fatto perché sembra inconcepibile o difficile da accettare secondo le proprie idee, anziché basarsi su prove oggettive.

Share
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia